I dati del nuovo studio sulla decarbonizzazione del riscaldamento domestico realizzato da Elemens per Legambiente e Kyoto Club.

Presentato il modello “Gas reduction 2030”: in Italia al 2030 si stima una riduzione del solo 37% di gas per il riscaldamento domestico rispetto ai consumi 2020. L’Italia deve accelerare il passo. Per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione del settore elettrico al 2035, elettrificando consumi e aiutando le famiglie, e per raggiungere almeno il 50% in meno dei consumi di gas nel settore residenziale, è necessario alzare gli obiettivi e prevedere interventi strutturali non più rinviabili

Le proposte di Legambiente e Kyoto Club: “Rivedere al rialzo gli obiettivi minimi di risparmio fissati dalla direttiva europea EED, riformando il sistema incentivante, eliminando tutti i sussidi alle tecnologie a fonti fossili, migliorando gli strumenti di monitoraggio, vietando l’installazione di tecnologie che impiegano fonti fossili, introducendo un Fondo dedicato alle famiglie a medio e basso reddito”.

In Italia è possibile abbassare entro il 2030 i consumi degli edifici residenziali, riducendo al tempo stesso il loro impatto emissivo, e centrare l’obiettivo al 2035 di uscita dal gas? A dare una risposta e a spiegare come agire e quali azioni mettere in campo in Italia per avere un riscaldamento meno inquinante e case più sostenibili, anche rispetto a quanto chiede l’Europa, è il nuovo studio sulla decarbonizzazione del riscaldamento domestico realizzato da Elemens per Legambiente e Kyoto Club nel quale viene elaborato lo scenario a ridotto consumo di gas al 2030 “Gas reduction 2030” che evidenzia gli interventi necessari per accelerare la decarbonizzazione del riscaldamento domestico aiutando l’ambiente ma anche le famiglie.  Per il 2030 il Modello “Gas reduction 2030” stima in Italia una riduzione di appena 6,1 miliardi di smc di gas fossile in meno per il riscaldamento domestico rispetto ai consumi 2020 (pari al 37%) prendendo in considerazioni i tre principali strumenti: l’efficientamento che contribuisce ad una riduzione di 3,7 miliardi smc di energia primaria impiegata (72% di incidenza); l’installazione delle pompe di calore elettriche, al posto di caldaie a gas, con le quali è possibile raggiungere una riduzione di 1,6 miliardi smc (18% di incidenza) ed il solare termico la cui riduzione è di 0,8 miliardi di smc (10% di incidenza)

Un risultato che, per Legambiente e Kyoto Club rappresenta sì un primo timido passo ma del tutto insoddisfacente per il raggiungimento al 2035 dell’uscita dal gas. Per centrare l’obiettivo 2035, per Legambiente e Kyoto Club è importante da un lato che l’Italia riveda al rialzo gli obiettivi minimi di risparmio fissati dalla direttiva europea EED – entrata in vigore a settembre 2023 – per raggiungere almeno il 2% di riduzione annuo dei consumi nel 2024-2025 (+ 0,7% rispetto al limite europeo pari a 1,3%); il 3% nel 2026-2027 (il doppio di quanto stabilito dalla direttiva EED, pari ad 1,5%) ed il 4,5% nel 2028-2030 (+ 2,6 rispetto di quanto stabilito dalla direttiva EED, pari a 1,9%). Dall’altro lato, è fondamentale che il Paese metta in campo, al tempo stesso una serie di interventi strutturali, non più rimandabili che Legambiente e Kyoto Club, sintetizzano nelle proposte che presentano oggi insieme al Rapporto Elemens, chiedendo al Governo Meloni di riformare il sistema incentivante eliminando, a partire dal 2024, i sussidi alle tecnologie a fonti fossili, migliorando gli strumenti di monitoraggio, modificando l’attuale sistema di detrazioni introducendo un sistema premiante proporzionale ai risultati ottenuti e la reintroduzione della cessione del credito per tutti gli interventi di miglioramento delle prestazioni energetiche; vietando, a partire dal 2025, l’installazione di tecnologie che impiegano fonti fossili e introducendo un Fondo dedicato alle famiglie a medio e basso reddito per la copertura dei costi non coperti dal sistema incentivante.

Le due associazioni ricordano che secondo gli ultimi studi disponibili, al 2020*, su un consumo complessivo di gas naturale pari a 69 miliardi di smc, 15 miliardi di smc sono stati impiegati per il riscaldamento domestico (circa il 22% del totale). Il settore residenziale è secondo solamente a quello dei trasporti in termini di consumi finali di energia.

Il Rapporto Elemens e le proposte sono stati presentati oggi ad Ancona in occasione dell’ultima tappa della campagna “Caldaie a gas? Pezzi da museo!” **nell’ambito del convegno “Efficientamento energetico – Ottimizzare l’energia per un futuro sostenibile” che è stato anticipato dalla mostra itinerante #museodellecaldaie. Nel corso della giornata sono state anche raccontate alcune buone pratiche di decarbonizzazione degli edifici che arrivano dall’estero.

“Gli obiettivi minimi indicati dalla direttiva EED e quelli che saranno approvati dalla direttiva Energy Performance Buildings (EPBD), ancora in discussione, che fissa per gli edifici residenziali il raggiungimento della classe energetica E entro il 2030 e la classe D entro il 2033, sono solo un primo passo verso l’obiettivo più ampio della decarbonizzazione, ma non bastano – dichiara Katiuscia Eroe, responsabile Energia Legambiente – L’obiettivo a cui guardare è l’elettrificazione dei consumi termici del settore residenziale e il raggiungimento della totale decarbonizzazione del settore energetico elettrico entro il 2035. Per questo è fondamentale arrivare al 2030 riducendo i consumi del gas fossile e climalterante almeno del 50%. Elemento che rappresenta da sempre e ancora di più in questi ultimi anni, una fortissima criticità per famiglie e aziende. Non possiamo permetterci di puntare al minimo, l’Italia ha tutto l’interesse, economico, sociale, e ambientale, a trovare la strada per avere obiettivi sfidanti e lungimiranti, che permettano al nostro Paese di avere un ruolo leader e di spinta, al pari degli altri paesi europei, non solo per rigenerare il patrimonio edilizio, ma anche per far crescere l’economia, portare innovazione e raggiungere un livello di sicurezza energetica che permetta al Paese di affrancarsi da qualsiasi dipendenza estera per l’utilizzo di gas”.

“Sulla strada della decarbonizzazione indispensabile per affrontare la crisi climatica dobbiamo considerare un must imboccare con decisione quella dell’efficienza nell’edilizia – dichiara Francesco Ferrante, Vicepresidente di Kyoto Club – Ma elettrificare riscaldamento e raffrescamento delle nostre case insieme agli interventi di efficientamento profondo degli edifici possono anche essere il modo di promuovere le aziende più innovative del nostro sistema industriale. Continuare a incentivare il gas invece oltre ad essere un controsenso climatico rischia di farci perdere una grande occasione di modernizzazione e di competitività nella globalizzazione”.

Sei buone pratiche di decarbonizzazione nel settore degli edifici

Per Legambiente e Kyoto club, l’Italia deve prendere esempio anche dalle buone pratiche che arrivano dall’estero. Si va dalla Svezia che ha totalmente decarbonizzato il settore degli edifici con l’introduzione nel ‘91 della Carbon Tax, alla Francia che ha approvato una legge che fissa l’obiettivo della riqualificazione di 500mila unità immobiliari l’anno sino al 2050 e la ristrutturazione di tutte le unità abitative in classe F e G entro il 2028. Dall’Olanda che ha vietato nel settore residenziale l’uso del gas per il riscaldamento di nuovi edifici alla Germania che con il suo piano tedesco ha stabilito, dal 2024, il riscaldamento tramite pompe di calore alimentate per il 65% da fonti rinnovabili. Da segnalare anche l’esempio del Regno Unito che ha stanziato 450 milioni di sterline per l’acquisto di pompe di calore e quello della Svizzera che con il Programma Edifici ha permesso di risparmiare 2,5 milioni di tonnellate di CO2 nel 2022.

>> Versione integrale del Rapporto Elemens “La Decarbonizzazione del riscaldamento domestico”  (Pdf)

 

* Anno più recente di cui sono disponibili i dati ufficiali IEA sul riscaldamento domestico (Report on Energy Efficiency 2022)

**Caldaie a gas? Pezzi da museo!: è la campagna di Legambiente e Kyoto Club nata per sensibilizzare cittadine e cittadini, ma anche progettisti, condomini e Amministratori nazionali, regionali e locali sulla decarbonizzazione dei sistemi di riscaldamento. Arrivata al suo terzo anno, la campagna si pone 5 obiettivi per arrivare al 2029 a vendere e installare solo sistemi di riscaldamento a zero emissioni come indicato dal RepowerEU: 1) accelerare l’abbandono di sistemi di riscaldamento vecchi e inquinanti come le caldaie a gas entro il 2025; 2) sensibilizzare cittadini, enti pubblici e progettisti verso l’applicazione di tecnologie già oggi disponibili per riscaldamento e raffrescamento a zero emissioni; 3) diffondere le migliori buone pratiche nazionali ed europee di decarbonizzazione del riscaldamento; 4) spingere il Governo ad eliminare, da subito, le caldaie a gas da tutti i sistemi incentivanti come il Superbonus; 5) spingere il Governo ad introdurre politiche strutturali ad hoc contro la povertà energetica. La Campagna ha visto coinvolte diverse città – Ancona, Avellino, Bari, Enna, Ivrea, Napoli, Milano, Padova, Perugia, Potenza, Roma, Torino e Udine – nelle quali tra gennaio e ottobre 2023 Legambiente e Kyoto Club hanno organizzato iniziative ed incontri per sensibilizzare la popolazione sul tema.

 

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