Quando si parla di amianto in Italia si parla di una delle più grandi ferite mai rimarginate del nostro Paese. Lo testimoniano oltre 31 mila casi di mesotelioma maligno diagnosticati dal 1993 al 2018 e le vittime che si registrano ogni anno, circa 6000.

Parlare di amianto ci riporta al lontano 1992, anno in cui la Legge 257 mise al bando la fibra killer prevedendone la cessazione dell’impiego sull’intero territorio nazionale. E della lotta all’amianto, da allora, l’associazione ne ha fatto una propria battaglia che dura ormai da oltre 30 anni.

Lo abbiamo fatto raccontando e denunciando le storie di ordinaria follia dei siti da bonificare dell’amianto presenti in tutta Italia: a cominciare da Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, il sito dell’amianto per eccellenza dove si produceva circa il 40% dei materiali contenenti amianto della penisola, fino ad arrivare a Biancavilla, in Sicilia, piccolo paesino nell’entroterra catanese dove si estraeva e commercializzava la fluoroedenite, un minerale fibroso simile per caratteristiche a quelle dell’amianto. Abbiamo seguito le vicissitudini in Puglia del sito di interesse nazionale della Fibronit di Bari, che finalmente ha visto l’avvio della bonifica da parte dell’amministrazione nel 2016, oppure del sito di Broni, in Lombardia. Senza tralasciare le cave e le miniere dove si estraeva la fibra killer, come quelle di Emarese e Balanghero, rispettivamente in Valle d’Aosta e Piemonte.

A proposito di Casale Monferrato, abbiamo raccontato l’immenso dolore che l’amianto ha lasciato qui in eredità. Ma c’è anche una storia di rinascita e riqualificazione che merita di essere conosciuta. Non possono infatti  passare inosservati l’attivismo e la tenacia lodevoli che le amministrazioni e i cittadini hanno messo in campo per uscire dall’emergenza, trasformando la cicatrice in una nuova opportunità. Solo così si può spiegare, ad esempio, la realizzazione del parco EterNot: un parco nato sulle macerie dell’ex fabbrica Eternit dove veniva prodotto l’amianto. Una rinascita simbolica di una comunità che dal passato ha deciso di costruire il proprio futuro.

Ma l’impegno di Legambiente non si è solo fermato alla denuncia o al racconto. Abbiamo voluto essere protagonisti anche in maniera molto più concreta e tangibile. Con la campagna “liberi dall’amianto” abbiamo puntato su una informazione e formazione rivolta a cittadini, lavoratori e medici per fornire gli strumenti per difendersi dalla fibra-killer e agire in prima persona per combatterla. E ancora: con la campagna Eternit Free abbiamo promosso la sostituzione di tetti in eternit con impianti fotovoltaici beneficiando degli incentivi introdotti dallo stato. Grazie alla campagna 10mila metri quadrati di coperture in amianto sono state rimosse e smaltite e altrettanti pannelli fotovoltaici sono stati invece installati.

La strada verso un’Italia libera dall’amianto è ancora lunga, ma continueremo a batterci in nome del popolo inquinato.

 

Fonti dei dati sulle vittime dell’amianto in Italia:
INAIL, “REGISTRO NAZIONALE DEI MESOTELIOMI – settima edizione”. 2021
ONA (Osservatorio Nazionale Amianto), “Il libro bianco delle morti da amianto in Italia”, edizione 2022

L’articolo Amianto, la lotta continua proviene da Legambiente.